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Come trovare i primi clienti secondo Gustaf Alstromer (YC)

Y Combinator·23:00·en·2022crescita-marketing

Perché vale la pena vederlo

Se sei un founder pre-launch o early-stage, qui Gustaf Alstromer (YC Partner, ex Airbnb growth) ti spiega perché i primi clienti li devi cercare a mano tu, come scrivere email di vendita che funzionano e perché il sales funnel è l'unica strada onesta.

Per chi è

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Riassunto

Gustaf Alstromer è Group Partner a Y Combinator e prima ha guidato il growth di Airbnb. In questo intervento di Startup School smonta una convinzione che blocca la maggior parte dei founder pre-launch: l'idea che basti un buon prodotto e che la growth si occupi del resto. Non è così. Le startup non decollano da sole, decollano perché i founder le fanno decollare. E il primo lavoro è andare a recuperare i clienti uno per uno, manualmente.

Do things that don't scale: il founder è il commerciale

Il punto di partenza è l'essay di Paul Graham "Do things that don't scale", scritto raccontando i primi giorni di Airbnb. La traduzione operativa è semplice: nei primi mesi devi fare cose che non scalano, perché è l'unico modo per capire chi sono davvero i tuoi clienti e cosa vogliono. Premere un bottone su una rete pubblicitaria non basta. Scrivere più codice nemmeno.

Alstromer mostra la classica startup curve disegnata da Trevor Blackwell: lancio, calo dopo l'effetto novità, "trough of sorrow", poi crescita lenta verso il product-market fit. La differenza tra chi ce la fa e chi muore in mezzo non è il prodotto in sé: sono i founder che imparano sales, ascoltano i clienti, cambiano mercato se serve. Quindi imparare a vendere non è opzionale, ed è probabilmente il job più facile da imparare in una startup, perché sei tu il vero esperto del problema che stai risolvendo. La passione per il problema è contagiosa: il cliente lo sente.

Il caso citato è Brex. Pedro e Henrique, founder di Brex, hanno reclutato i primi 10 clienti direttamente dal batch YC Winter 2017. Versione minima del prodotto: una virtual credit card. Henrique faceva l'onboarding di ogni singolo cliente di persona. L'email che hanno mandato apriva con "stiamo aprendo la beta per il batch winter 17 friends, 10 spot disponibili", spiegava in due righe il valore (corporate card per startup, no personal guarantee, gratis perché pagano i merchant) e funzionava. Era un po' troppo lunga per gli standard di Alstromer, ma ha portato 10 clienti.

Come si scrive un'email di vendita che funziona

Le regole che Alstromer dà sono concrete e replicabili. L'email deve essere corta, massimo 6-8 frasi. Linguaggio chiaro, niente jargon, niente buzzword: dici esattamente cosa fai e come funziona. Punta sul problema specifico che il destinatario ha. Plain text, niente HTML, niente immagini di marketing: deve sembrare una mail scritta a un amico. Dichiari subito che sei il founder. Dai social proof reale (se sei in YC, se hai lavorato in aziende note, dillo) ma senza vantarti dell'esperienza in astratto: show, don't tell. Includi un link al sito, e il sito deve avere screenshot del prodotto e bullet su cosa fa, non grafica decorativa. A volte funziona un video YouTube breve embeddato. E chiudi sempre con una CTA esplicita: una call, una demo, un signup self-serve, qualcosa di concreto.

Il sales funnel poi è più semplice di quanto sembri. Alstromer lo traduce dal "sales speak" al "founder speak": fai una lista di prospect (un Google Sheet basta per partire, poi passi a un CRM), li contatti via email o LinkedIn, scheduli una demo, parli di prezzo, chiudi. E poi il passo che quasi tutti dimenticano: onboarding. Se non li accompagni nell'uso del prodotto, churnano. I prodotti early-stage non sono mai facili da usare al primo accesso, l'onboarding manuale è parte del lavoro.

I clienti facili prima di tutti gli altri

Il consiglio più controintuitivo, ed è probabilmente il più utile, è questo: i tuoi primi clienti devono essere i più facili. Non è il momento di andare a chiudere il deal più complicato. Hai pochissimo tempo, costruisci una pipeline grande, poi prioritizza chi ha più probabilità di chiudere in base alle risposte alle qualifying question. Non avere paura di lasciar andare un prospect che ti tira per le lunghe due o tre call: "ci risentiamo tra sei mesi" è una risposta perfettamente legittima.

Ordine di facilità pratico: persone che già conosci (sfrutta il network), poi altre startup (decisioni rapide, niente procurement, niente ufficio acquisti), poi tutto il resto. Le aziende grandi hanno reparti dedicati a negoziare con te, e quel processo non finisce mai. Le startup decidono in giornata. Inoltre, la maggior parte delle persone non è early adopter: se mandi 500 email, la massa non risponderà non perché odia il tuo prodotto ma perché archivia e basta. Non hai tempo di convertire chi non è early adopter, devi solo trovare gli early adopter e andare lì dritto.

Far pagare e lavorare a ritroso dal goal

Sui prezzi Alstromer è netto: se non ti pagano, non sono clienti, e tu non hai un'azienda. La paura di perdere il prospect per via del prezzo è un segnale che stai sbagliando target, non un segnale di sconto. Free trial in B2B no. Money back guarantee a 30 o 60 giorni sì. Opt-out mensile invece del contratto annuale, ancora meglio. E poi alza i prezzi finché i clienti si lamentano ma continuano a pagare: è il segnale che il valore c'è davvero.

L'errore più comune che vede nei founder, però, è un altro: non lavorare a ritroso dal goal. Esempio numerico che usa nel video: 500 email outbound, 50% open rate (250 aperture), 5% response rate (~20 risposte), 50% di queste portano a una demo (10 demo), 20% di chiusura sulle demo. Risultato: 2 clienti. Se invece mandi 100 email con gli stessi tassi, finisci con zero clienti, e la conclusione sbagliata che molti founder traggono è "il sales non funziona per me, faccio marketing o SEO". È falso: semplicemente non hai mandato abbastanza email per avere dati statistici. Senza CRM e senza tracciare le conversion rate, nessuno può darti feedback su cosa stai sbagliando, esattamente come non puoi migliorare un prodotto senza metriche di utilizzo.

La chiusura di Alstromer è una citazione di Lenny Rachitsky (anche lui ex Airbnb), che nella sua newsletter ha mappato la go-to-market iniziale di decine di startup B2B. Aziende oggi enormi come Stripe, Amplitude, Front sono partite così: founder che mandano email outbound a mano. I canali scalabili (Google ads, SEO, referral program, Facebook) sono lo stato finale, non il punto di partenza. Anche Airbnb non è partita facendo SEM. I primi clienti li recuperi a mano, sempre. Tool consigliati per partire: Apollo.io, Close.com, Pipedrive, Hunter.io. Libro: "Founding Sales".

Key takeaways

  • I primi clienti non arrivano da soli: il founder deve fare sales in prima persona, non delegare a un team finché non sa lui stesso cosa funziona.
  • L'email di vendita efficace è corta (6-8 frasi max), in plain text, con link al sito e una CTA chiara per call o demo.
  • Punta sui clienti facili: persone che già conosci, altre startup (decisioni rapide), early adopter. Non perdere tempo a convincere chi non è early adopter.
  • Se non fai pagare, non hai clienti: niente trial gratis in B2B, meglio money back guarantee o opt-out mensile.
  • Lavora a ritroso dal goal: per chiudere 2 clienti servono ~500 email outbound, non 100. La maggior parte dei founder molla prima di avere abbastanza dati.

FAQ

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