Pitch deck: gli 8 slide che gli investor vogliono vedere
Perché vale la pena vederlo
Se stai preparando il primo pitch deck e non sai cosa mettere e cosa lasciare fuori, questi 8 slide sono lo scheletro minimo che un VC con esperienza su due unicorni si aspetta di vedere. Tactical, niente teoria.
Per chi è
Riassunto
Matt C. Smith, ex VC su due unicorni londinesi (Farfetch e Vestiaire Collective) e ora investor in proprio, condensa in 13 minuti gli 8 slide che ogni founder deve costruire prima di parlare con un investor. Niente fuffa, niente template scaricabili: solo lo scheletro narrativo che un VC si aspetta di trovare quando apre il deck per la prima volta.
Lo slide che tutti sottovalutano
Il primo slide non è un placeholder. Quando pitchi live a un demo day, durante l'handover tra founder lo slide che resta più a lungo sullo schermo è quello iniziale: logo, brand, one-liner. Smith sostiene che proprio in quei secondi l'audience filtra chi vale la pena ascoltare e chi no. Se sei una fintech in una sessione dove sono già passate tre fintech, il logo e la tagline ti permettono di intercettare chi nella sala cercava media, edtech, deep tech. Lo stesso vale per un deck inviato via email: il primo slide deve far capire in tre secondi cosa fai, a chi, perché. Non serve essere creativi, serve essere immediatamente leggibili.
Problema, soluzione, mercato: la sequenza non negoziabile
La regola di Smith è netta: vendi il problema, non la soluzione. Se pitchi un prodotto medical a investor non clinici, devi prima farli sentire il dolore di chi vive quel problema ogni giorno, altrimenti la soluzione resta astratta. Una founder infermiera gli aveva presentato un'idea brillante per il pronto soccorso, ma nessuno in sala capiva la dinamica di un emergency room: l'investimento non si è chiuso. La regola pratica: pitcha il problema come se davanti avessi bambini di 10 anni — stesso italiano, vocabolario ridotto, zero buzzword di settore.
Sul market opportunity (slide 4) il numero che funziona è il CAGR — compound annual growth rate. Mostra che il mercato cresce di anno in anno componendo, non in modo lineare. Smith insiste sul fatto che il founder deve conoscere a memoria i propri numeri: se non sai a che velocità cresce il tuo mercato e chi sono i player principali, l'investor inizia a dubitare della due diligence che hai fatto. Il suo hack pratico: prima di buttarti in ricerche infinite, scarica i deck pubblici dei competitor e vedi quali numeri usano loro.
Traction, business model, team
Lo slide traction (5) è dove molti founder pre-seed bloccano. Smith ribalta la prospettiva: traction non significa solo MRR o utenti paganti. Se sei pre-revenue, traction è aver assemblato un co-founding team complementare, aver fatto research su 2.000 o 200 o anche solo 20 utenti, aver costruito una timeline che dimostra esecuzione costante nel tempo. Il messaggio sottostante: gli investor scommettono su team che eseguono, mostralo con una timeline pulita.
Sul business model (slide 6) il consiglio è controintuitivo: se il modello è complesso e non riesci a spiegarlo in 10 secondi, lascialo fuori dal deck e fai sì che sia la prima domanda che ti pongono — così controlli la conversazione e arrivi pronto. Niente DCF, niente forecast a cinque anni se la company ha un anno: bastano numeri ambiziosi che dimostrino l'esistenza di un business case.
Lo slide team (7) è quello che Smith definisce il più importante. La domanda che si fa prima di firmare un assegno — sia da VC con 10 milioni in gioco, sia oggi con ticket personali da 10K — è sempre la stessa: "se qualcuno deve farcela, è questa la squadra che ce la fa?". Per founder solo o team con background omogeneo, il consiglio è ammettere apertamente i known unknowns e mostrare che hai già identificato i profili da assumere appena chiudi il round.
L'ask che quasi nessuno mette
L'ottavo slide è il più dimenticato: l'ask. Non è solo "quanto chiedo": è cosa l'investor o il lettore può fare per te. Soldi, sì, ma anche intro, expertise verticale, accesso a clienti enterprise. Smith chiude ricordando un dettaglio operativo banale ma efficace — pitcha sempre indossando branded apparel della tua startup. Quando dopo l'evento la gente ti cerca per il networking, ti riconosce per il colore della maglietta e associa volto, brand e ask in un'unica memoria visiva.
Key takeaways
- →Slide 1 conta più di quanto pensi: logo + one-liner restano sullo schermo durante l'handover, sono i primi 30 secondi in cui filtri il pubblico interessato al tuo settore.
- →Vendi il problema, non la soluzione: pitcha come se l'audience avesse 10 anni di vocabolario, evita buzzword di settore, soprattutto se la platea non è verticale come te.
- →Sul market opportunity usa il CAGR (compound annual growth rate) per mostrare momentum. Hack: cerca i numeri sui pitch deck pubblici dei competitor invece di partire da zero.
- →Traction non significa solo revenue. Se sei early stage, il co-founding team formato, una research su 200 utenti o una timeline di execution sono traction valida.
- →Chiudi sempre con l'ask. Non serve solo soldi: contatti, expertise, intro. La maggior parte dei founder dimentica lo slide finale e lascia l'investor senza next step.


